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Le insenature della costa di Amalfi, protette dai
venti settentrionali, profonde e riparate, furono evidentemente considerate ideali per
costruirvi delle ville, dove soggiornare periodicamente. Come Positano, Li Galli, Vietri
e, forse, Cetara, anche la stretta valle del Reginna Minor ospitò una imponente villa per
il riposo del proprietario. Il nome del gentiluomo che scelse la località per farvi
edificare la sua villa non è purtroppo conosciuto. Non sappiamo se era un cittadino della
capitale che veniva a trascorrere qui periodi di riposo o un abitante di città più
vicine, Neapolis, Nuceria, Salernum, il quale si spostava quaggiù per i suoi otia. Di
sicuro era persona di notevoli possibilità finanziarie e di un alto livello-culturale e
di gusto, vista la scelta progettuale del complesso e del suo apparato decorativo.
Costruita al livello del mare, nel suo piano inferiore la villa racchiude tra le ali del
portico un
viridarium, al cui centro è una vasca, in asse con la grande, monumentale,
apertura verso mare e con l'ambiente più importante del piano. il grande
triclinioninfeo
ai cui lati simmetricamente si sviluppa l'intero pianterreno. Del piano superiore si sono
conservati soltanto scarsissimi elementi, nessuno dei quali in elevato: le suspensurae di
un ambiente riscaldato e frammenti di mosaici pavimentali fanno comunque identificare
ambienti anche al piano superiore, totalmente distrutti però dai rifacimenti posteriori,
come provato dall'esplorazione archeologica preliminare della seconda sala
dell'Antiquarium durante la quale non si è rinvenuto nessun elemento risalente all'età
della villa. Edificata nei primi anni del 1 secolo dopo Cristo, come testimoniato dalle
decorazioni in 111 stile degli ambienti, la villa, durante la sua vita ebbe diversi
restauri e rimaneggiamenti. Nel III secolo vi fu il rifacimento del triclinio con
l'aggiunta dei banconi in muratura e del mosaico ed il rinnovo parziale della decorazione
pittorica. In epoca ancora successiva. si suppone, alcuni degli ambienti furono ridotti da
tramezzature. La villa si stendeva probabilmente a terrazzamenti lungo il fianco del
pendio, addentrandosi nella valletta sulla sponda destra del Reginna Minor. La sua
estensione doveva essere ben più ampia di quanto attualmente si conosce. Nel vestibolo
inferiore, ai piedi della scala ovest, l'unica conservata, un tompagno fa ipotizzare la
presenza di altri ambienti, ormai perduti. Durante i lavori per la regimentazione del
fiume vennero alla luce, ad una certa distanza dall'edificio che conosciamo. alcune
strutture relative ad ambienti che conservavano ancora la loro decorazione
pittorica. Ipotizzate al momento dello scavo come appartenenti ad un'altra villa, più
verosimilmente potrebbero essere state un oecus e un corridoio, in analogia con altre
costruzioni gentilizie dell'epoca. La vita della villa in quanto abitazione gentilizia di
soggiorno dei proprietari si svolse nell'arco di alcuni secoli. Non risulta un'interruzione
drastica della continuità dell'uso anche se, nel VII secolo dopo Cristo, è molto
probabile che essa si fosse già trasformata in un insediamento di altra natura. Quando
non fu più in uso, seppellita forse da uno dei tanti alluvioni che hanno funestato
periodicamente la costiera, venne "riscoperta" dagli abitanti delle case che via
via vi furono costruite sopra, tanto che alcuni degli ambienti hanno avuto fino a tempi
recentissimi un utilizzo come depositi o cantine. Nel 1874 L. Staibano, della Commissione
Archeologica di Principato Ultra. riportava nel suo Bollettino la notizia del rinvenimento
a Minori di Terme Romane, ma la data ufficiale della scoperta risale al 1932, quando
furono iniziati gli scavi. L'area risultava al tempo occupata da casette e giardini, che
furono via via demoliti o scavati per rimettere in luce le strutture antiche. Ma nel 1954
l'alluvione che colpì duramente Salemo e la Costiera seppellì di nuovo il complesso il
quale venne successivamente e faticosamente rimesso in luce, assumendo al termine dei
lavori l'aspetto nel quale oggi lo vediamo. |