Basilica di S. Trofimena

 

                    

 

 

     Risale alla fine del settecento. Venne costruita dalle fondamenta come recitano antichi documenti in luogo della vecchia chiesa romanica piccola e inadeguata per le esigenze del culto locale.Si presenta con un interno scandito da tre navate con altarini laterali,transetto, ampia area presbiteriale, chiusa da una calotta absidale.

             Proprio in quest'ultima trova posto un'imponente pala d'altare risalente alla seconda metà del XVI sec. rappresentante la Crocifissione, attribuita a Marco Pino da Siena noto manierista attivo in tutto il napoletano.

   La decorazione propone forme e motivi tipicamente barocchi con testine angeliche, lesene e capitelli, figure geometriche e floreali armonizzate in un insieme molto sobrio, delicato e lineare. Altri importanti pezzi che arricchiscono la basilica sono una tavola raffigurante la Madonna del Rosario con Santi datata 1590, una tela raffigurante il battesimo di Gesù della prima metà del cinquecento, un ambone marmoreo del 1610 e tante altre opere di indubbio valore e pregio artistico. La santa protettrice Trofimena a cui i minoresi sono fortemente legati subì il martirio sotto Diocleziano. Il suo culto è documentato a Minori sin dal VI sec. d.C., quando si diffuse in  seguito all'arrivo delle sue reliquie oggi conservate in una raffinata urna marmorea nella bella cripta posta sotto

l'altare maggiore. Quest’ultima è opera del Ragazzino, scultore di rilievo nel solare panorama del barocco napoletano.

    La facciata è alta e slanciata ed è ornata con gruppi scultorei di fattura settecentesca che coronano i tre portali  d'ingresso. Il campanile è in stile neoclassico. Le superfici murarie sono scandite da lesene con capitelli corinzi,

   timpani e semicolonne. Alla base un portico percorribile di matrice "albertiana" determina il pieno inserimento dell’opera nella natura e nella vita del paese.

A cura di Maurizio Ruggiero